giovedì 4 giugno 2009

I social media nella crisis communications: il caso General Motors



Ok, forse definirlo un caso di "crisis communications" è un eufemismo. GM, come sappiamo, ha perso lost quasi $82miliardi negli ultimi 4 anni.

Però, l'operazione GM Reinvention ben si inserisce nel quadro di fiducia ed onestà che l'azienda è riuscita a costruire nel tempo attraverso i social media.
Già a partire da questo video il brand dimostra di essere il più sincero possibile sulla propria situazione e su cosa fare in seguito.






Ma se GM non avesse costruito una reputazione solida attraverso il sapiente uso dei social media, semplicemente questo sforzo non sarebbe valso a nulla. Sicuramente non risolveranno i problemi finanziari dell'azienda, ma i SM in quest'occasione forniscono una linea di comunicazione diretta con il pubblico e gli influencer, in questo momento di difficoltà mentre si prepara a ricostruire.

Fonte: Strategic Public Relations

martedì 2 giugno 2009

La nuova campagna Louis Vuitton

"Some journeys change mankind forever. First step June 3rd"

Continua la campagna Louis Vuitton dedicata al tema del viaggio. Protagonisti di questo ultimo capitolo della saga sono gli astronauti Buzz Aldrin, Sally Ride e Jim Lovell.

Aldrin ha passeggiato sulla luna nel 1969. Ora, assieme ai suoi compagni, appare nella foto scattata da Annie Leibovitz per questa campagna firmata Ogilvy & Mather, che celebra il 40° anniversario della missione dell' Apollo11. Ovviamente, non manca il sito web louisvuittonjourneys.com.

Evidentemente, a giudicare dall'età dei testimonial in questo caso come in quelli passati, il pubblico che più interessa al brand non è esattamente giovanissimo. Però, io trovo che questi scatti riescano davvero ad accompagnarci lontano.

fonte: AdFreak

Utilizzare Twitter per creare un livestream


Gli hashtags sono una cosa meravigliosa, ma non è sempre facile tracciare il flusso della conversazione solo attraverso il Twitter search.

Ecco perchè è interessante questo nuovo servizione che ho scoperto su questo post su Mashable: sia chiama fTag.

Come funziona?

L'hashtag viene rimpiazzato con un “ftag” (una parola preceduta dall'underscore) e raccoglie tutte le twittate che contengono quel tag in un unico stream sul sito. Inoltre, permette di contribuire allo streaming direttamente dalla pagine in questione. In questo modo è possibile creare dei gruppi o delle pagine, come su Facebook. Volete vedere un esempio? Questo è lo streaming di Mashable, appunto.

Interessante no? Chissà se Twitter un giorno integrerà questa possibilità direttamente all'interno della piattaforma.

sabato 30 maggio 2009

Gli amici sono i fratelli che ti scegli

Come sapete, non sono certo tipa da facili sentimentalismi. Ma questo ha commosso anche me. Sarò un po' psicolabile in questo periodo!




giovedì 28 maggio 2009

Twitter Advertgames

L'altra sera, a Fuck the crisis tra un cocktail e l'altro (non fatevi mai consigliare cosa bere da Markettara) Massimo mi raccontava come spesso avere un planner interno all'agenzia di pubblicità sia stimolante per la creatività.

Ora che gli spazi, gli strumenti si moltiplicano anche la creatività può trovare nuove forme. E' il caso degli (adver)games su Twitter. Il caso più recente è quello di Sony che, per promuovere il suo nuovo film su Terminator ha creato un gioco basato proprio sulla piattaforma di Twitter.



Per giocare bisogna registrarsi sul sito ufficiale del film: resistance2018 e seguire le twittate di @resistance2018. Dopodichè, occorre rispondere più velocemente possibile (comunque, non superando il tempo massimo di 2 ore) le soluzioni ai quesiti che vengono posti, utilizzando come hashtags @resistance2018. Infine, il followers riceve attraverso un messaggio diretto il numero di punti che ha totalizzato.

Risultato? ad oggi i followers sono quasi 3.000.



EA Mobile, ha iniziato a giocare a battaglia navale con i suoi followers che sono 2.500.
In questo caso vorrei anche far notare a tutte le aziende spaventate dall'esporsi in modo troppo personale la descrizione e i dettagli del profilo:
Io penso che, se proprio dobbiamo trovare i nostri Social Media preferiti pieni di aziende almeno ci dicano qualcosa di interessante oppure ci facciano divertire, come d'altronde cercano di fare su tutti gli altri spazi a loro disposizione.

I giochi su Twitter (non usati per finalità commerciali o pubblicitari) sono comunque tanti altri: leggete i post di Mashable e TweetFreak e buon divertimento.

mercoledì 27 maggio 2009

Il modo di scattare e condividere immagini e fotografie impatta sulla nostra percezione personale del passato?



In un articolo del Financial Times Charles Fernyhough ha presentato il suo libro The Baby in the Mirror.

In particolare ci fa riflettere sul fatto che oggi i bambini vengono ripresi in video e fotografati continuamente, e gli scatti vengono postati su Facebook e Twitter e si chiede se e come questa generazione verrà in qualche modo formata, valorizzata, commossa o forse ferita dall'esposizione della propria immagine.

In the early days the movie camera was saved “for best” (special events and family celebrations), [now] it is increasingly used to record everyday activities, particularly when the subjects are babies or when children themselves are doing the recording.

Exposure to such recordings has a profound effect on how we make sense of our own pasts. Photos and videos, watched and rewatched after the event, are absorbed seamlessly into the stories of our lives. From around two and a half, kids have a good understanding of how photographic representations work. They realise that an image represents a bit of reality and are beginning to understand that changes to the reality after the photo was taken will not somehow magically make their way into the representation.


Voi che ne pensate? Che atteggiamento avete nei confronti della pubblicazione di foto/video ecc.?

via: PSFK


martedì 26 maggio 2009

Lo spot dell'Alitalia...

Non so... mi ricorda qualcosa...



lunedì 25 maggio 2009

About Moldova


Oggi mi trovo a farmi portavoce di una storia che mi ha terribilmente colpita e coinvolta e che mi ha fatto riflettere molto su come, spesso, ci riempiamo la bocca di parole come libertà di informazione, condivisione, giornalismo dal basso ecc. ma troppo spesso finiamo per dare attenzione solo a ciò su cui puntano il dito i media mainstream.

E' la storia delle recenti vicende della Moldavia.
E' la storia della speranza di un popolo di liberarsi da un'oppressione durata troppo a lungo. Ed è la storia di come questa speranza sia stata lavata via con il sangue.
E' la storia di tante persone che hanno cercato di alzare la testa e la voce per gridare la loro rabbia, senza che nessuno prestasse loro ascolto.
E' la storia di come tutti noi dovremmo cercare di alzare gli occhi invece, e guardare anche un po' più in là del nostro naso.
Infine, è la storia di una ragazza che racconta ai suoi coetanei la storia del suo paese con una lucidità che spesso nemmeno persone più grandi ed esperte di lei riuscirebbero a trovare.

Vi consiglio di scaricate e leggere questo racconto e lasciare un commento qui.

venerdì 22 maggio 2009

Attacco terroristico in corso!

Ho appena ricevuto questa email:

Hello, I’m Ozan.

I’m made this video for Oxfam. It’s about climate change. An awareness campaign. And it’s a Youtube.com + Cannes contest. The brief was to shoot it in 48 hours and upload it. The thing is youtube.com is banned in my f***ing country. What a loser huh? so I need it bloggers’ support as much as I can get.

the video:
http://www.youtube.com/watch?v=Y55XjmJ-QL8

I’m curious about your idea . If you like the idea -, , well you already know what to do with it :D

have a good one.
Hope I did not sound like a spammer.

---
Ozan Ertürk

Subito, non sapevo come prenderla.
Sarà davvero un contest? Sarà una trovata come un'altra per farci parlare di quello che vogliono?
Poi ho visto il video.




E l'ho semplicemente adorato.
Tra l'altro, ho pensato che dedicare un post a Oxfam male non potesse certo fare ;)

venerdì 8 maggio 2009

La forza di uno spoof

Spesso appaiono in rete e diventano molto popolari sulla base della viralità dello spot originale. Ecco un esempio divertente.

Lo spot originale di Heineken, dal titolo "Walk in Fridge":



Lo spoof di Bavaria:



Ma la telenovela continua, attraverso una risposta intelligente di Heineken:

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